Quando fare del bene ti si ritorce contro..

19 Mar

peppe1Don Giuseppe Diana è nato a Casal di principe nel 1958 ed è stato assassinato nel 1994. Venne ucciso brutalmente dalla camorra poco prima della messa per il suo onomastico, il 19 marzo. Era un uomo di chiesa che aveva trovato un equilibrio perfetto diventando scout. Si fissò un obbiettivo preciso.. Combattere la camorra che affliggeva la sua zona.La sua voce ora è divenuta un grido che scuote le coscienze.
«Dove c’è mancanza di regole, di diritto, — scriveva don Peppe — si affermano il non diritto e la sopraffazione. Bisogna risalire alle cause della camorra per sanarne la radice che è marcia. Una Chiesa diversamente impegnata su questo fronte potrebbe fare molto. Dovremmo testimoniare di più una Chiesa di servizio ai poveri, agli ultimi; dove regnano povertà, emarginazione, disoccupazione e disagio è facile che la mala pianta della camorra nasca e si sviluppi».E ancora:«Come pastori ci sentiamo le sentinelle del gregge e, se non sempre siamo stati vigili e attenti, stavolta il coraggio della profezia e la coscienza profonda di essere “lievito nella pasta” ci impongono di non tacere. Ai politici vecchi e nuovi diciamo: “Non improvvisate più, non è possibile governare senza programmi, senza un vera scuola di politica”. La sua morte viene paragonato ad un seme, che per far frutto deve morire, così con la sua morte molti seguono il suo cammino e continuano l’opera che egli stesso ha portato avanti fino alla morte.
Oggi, nel giorno della sua morte, vogliamo ricordarlo.. e non solo lui, ma tutti quelli che hanno lottato o stanno lottando contro un mondo ingiusto e una forza che è tale solo perché sparge sangue.

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